Baunei (OG)

Sovrastato da un alto e scosceso muraglione calcareo, è un borgo dall’aspetto tipicamente montano dove spicca la secentesca parrocchiale di S. Nicola, con una rara copertura a cupole. Centro più importante dell’Ogliastra settentrionale, fin dall’antichità Baunei, fondato secondo la tradizione da un capraro, è stato borgo di pastori e ancora oggi si presenta come un grosso centro agricolo e pastorale,ma con forti e motivate possibilità turistiche grazie alla progressiva valorizzazione della sua zona costiera attorno al pittoresco borgo di Santa Maria Navarrese. Dal pendio del Monte Santo il suo territorio si estende infatti su una vastissima costa ancora aspra e intatta, con insenature e paesaggi marini unici. Numerosi sono inoltre gli itinerari d’interesse ambientale, archeologico ed etnologico tra cui l’altopiano basaltico del Golgo, dove si apre l’omonima voragine (Su Sterru), la più profonda dell’isola, e la vicina chiesa campestre di S. Pietro degli inizi del Settecento con un particolare cippo antropomorfo o il nuraghe di Coa de Serra, eretto a sentinella dell’altopiano.

MANIFESTAZIONI

Il Trenino verde. Essere a Baunei e non salire sul Trenino verde, che con i suoi 159 km è la più lunga linea turistica d’Italia, sarebbe veramente un peccato. Bastano pochi chilometri per raggiungere la stazione di Tortolì o il capolinea di Arbatax e acquistare il biglietto per avere diritto a una traversata nel cuore della Sardegna dal livello del mare fino a oltre 800 metri. Grazie a questo splendido tracciato ferroviario a scartamento ridotto, rinato a nuova vita grazie al turismo, è possibile raggiungere e visitare alcuni dei luoghi più belli e più nascosti dell’isola. La velocità moderata consente di assaporare appieno i tanti cambiamenti offerti dal paesaggio e dalla natura fino a Mandas attraverso i boschi del Gennargentu, il lago Flumendosa e tantissimi altri luoghi che resteranno indimenticabili al termine di questa esperienza.

ENOGASTRONOMIA

Capra per tutti. Baunei, dove è sempre rimasta viva la tradizione di produrre alimenti genuini, semplici ma dal sapore intenso, è nota tra turisti e non anche per la sua “Sagra della carne di Capra”, che si tiene alla fine di agosto. Piatto insolito, dal gusto deciso, poco frequente in altre cucine, è invece un elemento base nella cucina locale e pertanto è giustamente messo in risalto in questa festa. Il tutto si tiene nel centro di Santa Maria Navarrese, dove un grande fuoco centrale, circondato da più di un centinaio di spiedi, permette di preparare altrettanti arrosti il cui profumo sarà ancora una volta di stimolo per l´appetito di migliaia tra turisti e locali.

LE SPIAGGE

S.Maria Navarrese. Dalla Orientale Sarda, la SS 125, due deviazioni, segnalate, conducono alla frazione a mare di Baunei denominata S. Maria Navarrese. La leggenda vuole sia stata edificata nel Medioevo da Isabella, figlia del re di Navarra, scampata su quella costa a un naufragio. Il centro abitato, contraddistinto dalla presenza di olivastri millenari di straordinarie dimensioni, considerati monumento naturale, si affaccia sulla spiaggia di sabbia chiara e incassata tra rupi rosate. Il litorale è dominato da una TorreSaracena e dall’Isolotto di Ogliastra che dista dalla costa solo poche centinaia di metri.

Cala Goloritzè. Non lontano dal centro abitato di Baunei si può scoprire una spiaggia decisamente incontaminata e selvaggia: Cala Goloritzè. L’insenatura è raggiungibile via terra attraverso un sentiero che parte dall’altopiano Del Golgo, dove è disponibile un parcheggio custodito, con un’ora circa di cammino. Il tracciato riprende una vecchia mulattiera utilizzata in passato dai carbonai; il percorso si dipana lungo una sorta di codula fossile incastonata in una fitta macchia mediterranea caratterizzata dalla presenza di esemplari di leccio e carrubo. Man mano che si procede verso il mare si delinea la figura della maestosa guglia di Punta Goloritzè, meta obbligata per tutti gli appassionati di arrampicata. La Cala, il cui scenario si spalanca all’improvviso soltanto alla fine del sentiero, è una delle più belle, fotografate e rinomate dell’intero Mediterraneo tanto da essere divenuta monumento nazionale nel 1995. La spiaggetta è cosparsa di piccoli sassolini di quarzo bianco presenti anche nel fondale. L’insenatura è resa particolarmente suggestiva dal celebre arco proteso verso il mare, il cui abbagliante colore turchese è dovuto allo sgorgare di alcune sorgenti sottomarine di acqua dolce. Nell’intera area è fatto assoluto divieto di raccogliere i sassolini e portare le imbarcazioni entro i 300 metri dalla riva.

Cala Sisine. La si raggiunge preferibilmente via mare con una delle tante escursioni che partono lungo la costa e che toccano emergenze naturalistiche straordinarie, tra cui la celebre Grotta del Bue Marino. È possibile arrivare alla spiaggia via terra attraversando la Codula di Sisine, dall’altopiano del Golgo si segue la deviazione a destra sulla strada che porta alla chiesa di S. Pietro, il percorso è lungo 15 km ma in macchina è possibile arrivare a pochi km di distanza dalla spiaggia. La costa di falesia alta fino a 500 metri a picco sul mare è un susseguirsi di ampie grotte naturali alternate a lembi di arenile. La spiaggia di arena calcarea è ampia e luminosa, cosparsa di piccoli ciottoli levigati dall’azione dell’acqua di straordinaria trasparenza. Nei pressi del vicino punto ristoro parte un sentiero che, dopo circa un’ora di cammino, porta alla Grotta Su Meraculu.

Cala Luna. È la spiaggia più celebre della Sardegna e la si raggiunge preferibilmente in battello via mare da Cala Gonone, costeggiando 5 km di alta falesia che si apre alla base con profonde grotte, un sistema carsico tra i più ampi e importanti del Mediterraneo. Per gli amanti del trekking è raggiungibile anche a piedi: il sentiero più agevole è quello che inizia da Cala Cartoe presso Cala Gonone (tempo di percorrenza: circa un’ora e mezzo). Il percorso si snoda da mare a mare tra una macchia rigogliosa,che può creare a tratti qualche difficoltà. Alla fine, quando la collina digrada verso il mare, la spiaggia appare dall’alto, bianchissima come una falce di luna in contrasto con l’azzurro del mare; ecco perché porta il nome della luna ed è così famosa.Cala Luna è di una bellezza struggente, con la luce abbacinante e il litorale di sabbia preziosa tra le rocce e le falesie. Alle sue spalle una piscina naturale d’acqua dolce consente un bagno alternativo al mare. Ancora più dietro, ai bordi della piscina, un esotico boschetto di oleandri dai colori polinesiani. I recenti insediamenti, ristorante e servizi turistici, hanno l’impatto di un pugno nello stomaco. Si parte da qui con la dolcezza del paesaggio negli occhi e il pensiero rivolto a come salvare Cala Luna.

 Tratto dalla Guida Blu 2013 di Legambiente e Touring Club Italiano

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