Nardò (Le)

Lontano dalla splendida costa, ricca di calette e di grotte sommerse ed emerse, ma intimamente legata ad esse, la città di Nardò contrappone le strade strette e tortuose del centro, sviluppato all’interno delle antiche mura, ai nuovi quartieri, sorti caoticamente soprattutto a nord e a est. Nel XVII e XVIII sec. fu sede di università e accademie, fiorendo, nel centro storico, di belle architetture barocche. Imponente è il monastero di S. Chiara (1265). La cattedrale è l’edificio più notevole: romanica (1080), conserva il Crocifisso nero, di epoca bizantina. In piazza Battisti si erge il quattrocentesco castello degli Acquaviva.

MANIFESTAZIONI

Le masserie. L’economia salentina, basata prevalentemente sull’agricoltura, trovava la sua massima espressione nella masseria, dove tutto, dalla struttura all’organizzazione gerarchica, era funzionale all’attività produttiva e allo sfruttamento del terreno su cui sorgeva (fino a 500 ettari) e gestita dal cosiddetto “massaro”, che coordinava il lavoro di contadini e braccianti. Queste strutture, spesso soggette a saccheggi e incursioni, si trasformarono spesso in masserie fortificate, particolarmente concentrate nel territorio di Nardò. Tra le principali masserie del territorio neritino, sono senz’altro degne di visita le masserie Carignano Grande, Brusca, Sciogli, Nucci, Tappeto, Giudice Giorgio, Bellanova e molte altre. La masseria Brusca, edificata e fortificata nel ’500 e restaurata nel ’700, è sede della ormai consolidata sagra estiva “Brusca a Casu” e ha fatto da sfondo per alcune riprese cinematografiche del film La Terra di Sergio Rubini.

ENOGASTRONOMIA

Il Nardò. Questo Doc pugliese nasce dall’unione di uve Negramaro e Malvasia, nelle varietà nere di Brindisi e Lecce. Il Nardò, dalla particolare vena amarognola, gusto vellutato e giustamente tannico, è tipico dei comuni di Nardò e Porto Cesareo e prodotto nelle tipologie rosso e rosato. Il Nardò Doc Rosso è di un color rubino che tende all’arancione con il procedere della maturazione, porge un bouquet di frutti rossi che si armonizza con il sapore ricco e vellutato, di buona persistenza; il Rosato va dal corallo appena acceso al cerasuolo tenue; emana profumo vinoso, fruttato, con sentori di more e lamponi e gusto secco,morbido, lievemente sapido, equilibrato di corpo.

LA SPIAGGIA

Porto Selvaggio.Conserva ancora intatti i caratteri originari della costa rocciosa: nel tratto compreso fra Torre dell’Alto e Torre Uluzzo non esistono infrastrutture. La fatica che impone la passeggiata a piedi è ben ripagata da uno scenario indimenticabile. Una fitta vegetazione a pino d’Aleppo e macchia a ginestra e lentisco risale le pendici, mentre rare rupicole come la campanula pugliese e il kummel di Grecia fanno capolino sulle rocce più impervie. Di grande interesse paleontologico sono i numerosi siti che si trovano lungo la Baia di Uluzzo. Da Santa Caterina la zona si raggiunge seguendo la litoranea fino a Torre dell’Alto e continuando a piedi per una scoscesa mulattiera. Da Torre Uluzzo si imbocca invece lo spettacolare sentiero a mezza costa.

 Tratto dalla Guida Blu 2013 di Legambiente e Touring Club Italiano

Commenti (...)

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*