Parchi di Vita: saperi e mestieri nelle aree protette dell’Emilia Romagna

Ha preso il via il progetto che porta i ragazzi alla scoperta di mestieri e saperi in via di estinzione, grazie allo scambio generazionale con gli anziani, ultimi detentori di conoscenze che vivono all’interno delle aree protette della regione

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Le aree protette italiane non sono solo natura e paesaggio ma veri e propri serbatoi di conoscenza che custodiscono tradizioni e produzioni tipiche legate agli antichi mestieri. Un patrimonio immateriale affidato alla memoria dei più anzianie che rischia l’estinzione se non viene tramandato alle generazioni più giovani. Per questo Legambiente Emilia Romagna ha ideato Parchi di Vita, un progetto di valorizzazione degli antichi mestieri dimenticati per stimolare il trasferimento delle competenze e delle esperienze ai più giovani per auiutarli a creare nuove attività professionali artigianali, anche in aree marginali che subiscono in maniera più forte il fenomeno dello spopolamento. Mestieri che da secoli si sono ripetuti per creare manufatti, lavorare la terra, ricavare dal poco quello che serviva a sfamare una famiglia e che oggi possono essere ancora un volano di sviluppo per certe aree. Il progetto rivaluta il ruolo dell’anziano soprattutto nel contesto sociale di quei territori marginali, molti dei quali Piccoli Comuni con un numero di abitanti inferiore ai 5.000, che in gran parte ricadono all’interno di aree naturali protette dell’Emilia-Romagna.

Nell’area protetta appenninica, fino a pochi decenni fa la castanicoltura era una delle principali attività per gli abitanti: le castagne venivano essiccate e poi molate per ottenerne farina, prodotto meglio conservabile e utilizzabile in cucina; al castagneto venivano prestate le cure colturali di un frutteto, il sottobosco veniva costantemente ripulito per facilitare la raccolta delle castagne e mantenuto inerbito per evitare fenomeni di erosione superficiale.
La realtà del Delta è legata indissolubilmente all’acquacoltura e alla pesca, ammesse e favorite nelle zone umide del Parco perchè hanno una grande importanza economica e occupazionale e sono, in alcuni casi attività a forte valenza storica e tradizionale. La vallicoltura è quell’allevamento ittico tradizionale ed estensivo praticato da secoli nelle Valli del Delta del Po, in cui la cattura del pesce avviene sfruttando i movimenti migratori di massa all’uscita dei bacini interni.

Per approfondire la conoscenza dei saperi e dei mestieri nelle aree protette dell’Emilia Romagna, ma anche per organizzare una visita ai Parchi, è possibile visitare il sito internet del progetto all’indirizzo:

Per conoscere le strutture aderenti a Legambiente Turismo situate nelle vicinanze di aree protette in Emilia-Romagna clicca qui

Parchi di Vita è un progetto finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Osservatorio nazionale per il volontariato. Direttiva 2012. Progetti sperimentali di volontariato (art. 12, legge 266/11

 

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