Maremma non solo meta turistica, lo dimostra il falco pescatore

Gli unici 2 nidi d’Italia, di questo affascinante rapace, si trovano in Maremma, uno nel Parco e l’altro nella Diaccia Botrona.
Dopo più di 40 anni di assenza dal Belpaese, il falco pescatore ha scelto di mettere su casa e famiglia in provincia di Grosseto.

Dal 2006, anno in cui nasce la collaborazione, tra il Parco regionale della Maremma e quello Corso, grazie anche al supporto della nostra associazione, che prevedeva la reintroduzione della specie in Maremma, si è assistito a più nidificazioni.
L’aprile scorso, poi, è stata registrata la presenza di un esemplare in cova nel padule della riserva e pochi giorni fa è avvenuto il lieto evento, le uova si sono schiuse e sono nati 3 pulli.

falco

“Questo percorso di successo ha un grande significato e dimostra – afferma Angelo Gentili, Responsabile Nazionale per il Turismo di Legambiente – che con una forte collaborazione mediterranea è possibile dare un contributo importante alla salvaguardia della biodiversità e favorire un allungamento della stagione turistica e un incremento di economia legato alla tutela naturalistica.I quattro piccoli di falco pescatore nati in Maremma (uno nel Parco della Maremma e tre nella Diaccia) sono di buon auspicio a livello internazionale e tracciano le linee guida da seguire per ristabilire l’equilibrio naturale che dia giusta importanza alla salvaguardia della biodiversità e al tempo stesso, favorisca un turismo più sostenibile”.

Grazie all’installazione di una web cam, i piccoli falchi e i loro genitori saranno costantemente monitorati e prima dell’involo saranno equipaggiati con GPS per seguirne gli spostamenti.

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