Santa Fiora e il nuovo concetto di ospitalità

 

In corso il bando per assegnare la gestione di nuovi alberghi diffusi nel borgo amiatino

Le tendenze ormai consolidate dei flussi turistici nazionali e internazionali testimoniano un rinnovato bisogno di riscoprire il valore della vacanza come sosta in cui riconquistare il piacere dei ritmi lenti, le relazioni di comunità, i sapori di prodotti tipici di qualità. Su questo trend  si sta consolidando la formula dell’albergo diffuso, quale proposta ricettiva che permette agli ospiti di vivere la vita dei luoghi, a cominciare dall’alloggio in case costruite per i residenti, non per i turisti. Queste ultime sono case ubicate in un centro storico e integrate tra loro dalla centralizzazione in un unico stabile dell’ufficio ricevimento e dall’ uso comune di ristorante, bar e degli altri servizi offerti. Gli edifici dell’albergo sono di solito antichi e di pregio, ristrutturati e salvati dall’abbandono e dall’incuria; questo senza costruire nessun nuovo stabile e utilizzare nuovo cemento, a impatto quindi bassissimo sull’ambiente. Questo nuovo tipo di accoglienza alberghiera è in piena crescita, se si considera che la sola Associazione Nazionale Alberghi Diffusi affilia circa 80 strutture dal Friuli alla Sicilia, dalla Sardegna al Lazio. Le regioni con la maggiore concentrazione di  questo tipo di struttura sono Lazio, Umbria, Sardegna e Toscana. Questa è la strada che sta intraprendendo il Comune di Santa Fiora in provincia di Grosseto sul Monte Amiata, inserito di recente tra i Borghi più belli d’Italia e insignito del riconoscimento della Bandiera Arancione: 2600 abitanti dislocati in 4 frazioni, che “soffrono” del rischio spopolamento e dove le abitazioni di questi piccoli e suggestivi presidi territoriali rischiano l’abbandono e il degrado. Con la “soluzione” dell’Albergo diffuso, le case disabitate rinascono sotto forma di accoglienti camere di una struttura che è in grado di offrire tutti i servizi alberghieri in un contesto di autenticità. L’Amministrazione Comunale tenta quindi  la scommessa verso questo sistema di ospitalità turistica con un  bando pubblicato dal Co.Svi.G. (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche) rivolto a soggetti singoli disposti ad attivare una startup e imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio per le attività di gestione di strutture alberghiere con sede nel Comune di Santa Fiora, che prevede un contributo a fondo perduto massimo pari al 30% (e comunque non superiore a 50.000 euro) per i progetti di investimento rivolto alla realizzazione di un albergo diffuso all’interno del Comune amiatino. Si potrà partecipare presentando la relativa documentazione entro il 1 febbraio 2018 alle ore 12:00, tenendo presente che possono essere beneficiari:

  • soggetti singoli si specifica che potranno partecipare qualora intendano attivare un percorso per la costituzione di una nuova impresa o “start up”.
  • Imprese singole o in associazione temporanea di impresa e consorzi iscritti nel registro imprese della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura per l’attività di gestione e conduzione di strutture alberghiere ed extra-alberghiere con sede (legale o operativa) nel comune di Santa Fiora.

A questa prima iniziativa di sostegno dell’attrattività e valorizzazione di Santa Fiora ne seguiranno altre che andranno a rinforzare ed implementare l’imprenditorialità attiva sul territorio nel campo turistico/ricettivo, artigianale ed artistico.

Il Bando è reperibile sul sito del Cosvig. Per informazioni scrivere a:  santafiora@cosvig.it

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