Overtourism: cosa fare per contrastarlo?

Il titolo dell’ultima ricerca condotta dall’IPK – agenzia annoverata tra le principali società di consulenza in ambito turistico al mondo – è piuttosto eloquente “Boom o fallimento? In quale direzione va il turismo?”

Il report analizza i flussi internazionali di viaggiatori dei primi 8 mesi del 2017 evidenziando una crescita superiore al 5% per tutti i principali continenti con un aumento del 4% anche delle permanenze che si attestano attorno alle 8 notti. Se il trend sarà confermato anche per i restanti 4 mesi Il 2017 potrebbe diventare l’ottavo anno di crescita significativa dell’industria del turismo. A fare da traino sono come sempre l’Europa e il Nord America, ma è interessante anche il fenomeno dei giovani cinesi che stanno abbandonando i viaggi di gruppo e le mete vicine come Hong Kong, Macau and Taiwan, a favore di viaggi autorganizzati e verso mete più lontane

Il principale motivo di spostamento continua ad essere la vacanza ed in particolare le visite alle città d’arte (+16%) e le vacanze al mare (+9), sempre però concentrate in due due mesi estivi, Luglio e Agosto.

E questo ci porta ad uno dei problemi rilevati dal report, ovvero l’overtourism, la presenza eccessiva di turisti in una destinazione, in particolare in alcuni mesi dell’anno. L’overtourism è un fenomeno abbastanza recente dovuto principalmente all’economicità dei viaggi (mezzi di trasporto e alloggi) e alla maggiore disponibilità di denaro di alcune fasce di popolazione. L’overtourism fino a poco tempo fa sembrava affliggere solo i residenti delle destinazioni turistiche, con un generale peggioramento delle loro condizioni di vita: aumento dei costi degli immobili, aumento del rumore, dei rifiuti, affollamento dei mezzi pubblici e spettacolarizzazione della cultura locale. Il report dell’ IPK invece evidenzia come il fenomeno stia interessando anche i turisti: circa il 25% di tutti i turisti internazionali ha avuto la sensazione che la loro destinazione fosse “sovraffollata” e il 9% – equivalente a circa 100 milioni di turisti – ha detto che il sovraffollamento ha effettivamente influenzato in peggio la qualità del loro viaggio. L’overtourism è sempre stato legato alle grandi città d’arte o a destinazioni molto famose, come la Grande Muraglia Cinese o le Cinque Terre; il report invece mette in luce come nel 2017 la percezione di sovraffollamento abbia riguardato tutte le tipologie di viaggi, dalla crociera alla settimana bianca, dalla vacanza in campagna a quella al mare. L’IPK suggerisce alcune buone pratiche, evidenziando però come non esista una soluzione univoca, ma ogni destinazione deve trovare una sua strategia per governare il fenomeno. I suggerimenti del report sono: una diversa distribuzione dei flussi turistici, anche verso mete vicine, una progressiva destagionalizzazione, un maggiore coinvolgimento della popolazione locale, una più decisa politica di governo dei flussi turistici da realizzare insieme all’industri turistica.

Altro dato interessante emerso dal rapporto è il cambiamento nell’ospitalità di lusso: i consumatori benestanti, soprattutto i millennials, non sono più interessanti a brand lussuosi ma anonimi, vogliono esprienze uniche e personali. I fornitori di alloggi di lusso si stanno ora organizzando per offrire esperienze personalizzate, condivisibili, autentiche, coinvolgenti, uniche ed esclusive. Offrono momenti memorabili agli ospiti, sorprendendoli con esperienze inaspettate, e cercando di generare un “senso del luogo” assicurandosi che la struttura stessa si adatti alla destinazione in cui si trova.

1 Commento

  1. Renate 16 marzo 2018 Rispondi

    interessante grazie

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